venerdì 17 ottobre 2008

PAURA DEL SILENZIO

Lasciami all’ombra di un cipresso per fare pace coi pensieri,
il giorno dopo fa più male ciò che non hai sentito ieri.

Catalogato come un libro, polvere densa sulla schiena,
le tue parole come lame, l’indifferenza come pena.

Perché hai bisogno di dar nomi a ciò che intralcia il tuo cammino?
Nascondi i dubbi del passato e il buio di chi ti avrà vicino.

Io che son buono solamente a palleggiare le parole,
tu a ricucire i nostri strappi per farli riasciugare al sole.

7 commenti:

Buba ha detto...

è vero.... il giorno dopo, quando si ripensa a ieri in silenzio e da soli, fa più male... ma tutto si risolve con un buon dialogo che aiuti a "ricucire gli strappi per farli riasciugare al sole" ... ciao Dani !

evita*°** ha detto...

Ma chi è questa persona che ti taglia con le sue lame e poi ricuce i pezzi??
A volte, comunque, dare un nome alle cose è molto utile. E' qualcoa di biblico, di mitologico, dare un nome alla realtà per conoscerla.
Questa poesia mi sembra un rimprovero..Sbaglio?

Baciooo

luce ha detto...

Anche io cerco sempre di dare un nome alle cose alle volte credo sia un po' difficile vivere la vita angustiandosi alla ricerca di risposte logiche che certe volte alla logica non possono rispondere.

Bruce ha detto...

Grazie per i vostri commenti ragionati e approfonditi..

Evi, se vuoi vederla come un rimprovero allora lo è solo verso di me..
bravissimo con le parole ma incapace spesso a fare silenzio.
Un bacio
Dani

evita*°** ha detto...

Dani,
un bacino!

Buba ha detto...

ciao dany, bacio e buon we

*elos* ha detto...

bella come al solito... un bacione